Scuola e territorio
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SCUOLA INTEGRATA: Scuola e territorio [Archivio]
  All'inizio degli anni Novanta, parallelamente agli scavi archeologici, Alfio Nazzi - scopritore del villaggio preistorico di Sammardenchia - iniziò a realizzare alcune riproduzioni degli oggetti e degli strumenti rinvenuti nel sito per mostrare ai ragazzi delle scuole uno scorcio “reale” della Preistoria e far loro comprendere il funzionamento di strumenti così antichi.
Questo nuovo approccio all'archeologia incontrò il favore degli ambienti scolastici e fu così che nel 1998, per volontà del Gruppo di Ricerche Storiche "Aghe di Poç", con il lavoro di alcuni volontari, tra cui: Alfio Nazzi, Mauro Duca, Marco Chiavon, Roberto Tosone, Carlo Fiappo, e il contributo dell'Amministrazione Comunale di Pozzuolo del Friuli e della Provincia di Udine, venne allestito negli spazi delle ex Scuole Elementari di Sammardenchia il Centro Visite Storico-Archeologico, una struttura stabile ove ospitare gli oggetti, le ricostruzioni e il materiale documentario e dove poter svolgere laboratori di archeologia sperimentale.

L'allestimento del Centro è stato realizzato in modo da costituire un efficace mezzo didattico per far conoscere questa importante realtà locale agli alunni delle scuole che, ogni anno, lo visitano con entusiasmo.
Il Centro Visite permette loro di immergersi nella Preistoria attraverso suggestivi plastici che ricostruiscono gli ambienti del Neolitico e coinvolgenti riproduzioni di strumenti che è possibile manipolare per “toccare” il nostro più antico passato.

Toccando le riproduzioni di antichi strumenti, i ragazzi imparano come i vari oggetti ed utensili erano realizzati dagli antichi abitanti del sito neolitico, a cosa servivano e - soprattutto - che uno dei centri più importanti dove si compì la Rivoluzione Neolitica sorgeva proprio nella loro Regione, facendoli sentire in un certo modo diretti protagonisti della storia dell'evoluzione umana.
La fruizione dei contenuti è arricchita e completata dai laboratori didattici di archeologia sperimentale, che riguardano tutti i periodi preistorici e offrono scelte didattiche personalizzate agli insegnanti.
Per il Paleolitico si sperimenta la pittura rupestre utilizzando i colori e gli strumenti propri del periodo, la produzione di indumenti e contenitori con la cucitura delle pelli, la realizzazione di utensili grazie all'intreccio di fibre vegetali.

Per il Neolitico si impara invece a impastare l'argilla per ottenere vasi e statuette fittili, a lavorare la lana con un primitivo telaio, a preparare il pane neolitico utilizzando macine e macinelli per trasformare i semi in farina e a decorare la ceramica, si riproducono le pintaderas ritrovate in Regione che si utilizzano per decorare delle magliette.
Per le età dei metalli si realizzano alcuni semplici gioielli e si impara a sbalzare i metalli per ottenerne motivi decorativi tipici del periodo.
Non mancano le attività propedeutiche allo studio dell'archeologia, quali lo scavo archeologico simulato e il restauro dei manufatti ceramici.

Per ulteriori informazioni sui laboratori visita il sito: www.archeonauti.it

PATTO EDUCATIVO TRA SCUOLA E TERRITORIO
LA SCUOLA PRIMARIA INTEGRATA DI POZZUOLO DEL FRIULI (UDINE)

Per allevare un bambino ci vuole un villaggio
L’esperienza quinquennale di Scuola Integrata con il territorio


Il concetto di Scuola Integrata ha radici lontane, ma la sua recente attuazione deriva da una serie di fattori non presenti allora come l’autonomia scolastica, la valorizzazione degli apprendimenti non formali, la necessità di recuperare l’identità territoriale e il senso della comunità, il decentramento derivato dalla modifica del Titolo V della Costituzione, solo per citarne alcuni.
Nell’ambito del Comune di Pozzuolo del Friuli,che ha una popolazione di circa 6500 abitanti, si è cercato di attuare un Sistema Educativo Integrato territoriale che partendo dal principio della unicità del bambino, impegnasse la Comunità, intesa come l’insieme di tutte le agenzie educative, a ricercare coordinamento e integrazione nella sua azione di sostegno alla crescita della persona umana. Nella convizione che la scuola debba uscire dalla propria autoreferenzialità e sentirsi parte della comunità, riconoscendo nel territorio altre agenzie educative, che con ruoli diversi , intervengono in modo rilevante sullo sviluppo del bambino, abbiamo ritenuto che potesse e dovesse porsi al centro del patto educativo assumendosene il coordinamento.

Principi fondanti del Patto educativo

Oggi più che mai emerge che l’educazione-istruzione va posta al centro come problema della comunità intera, nella quale Stato, istituzioni scolastiche, famiglie ed enti territoriali con-corrono a diverso titolo alla realizzazione del bene comune.
Inoltre siamo pienamente convinti che il processo formativo è la risultante dei diversi contesti di apprendimento (formali, non formali e informali) che, quindi, devono essere in qualche modo raccordati. Su questa base abbiamo dato vita ad una alleanza educativa tra i vari attori educativi del territorio, realizzando una vera e propria Rete Educativa locale.

Il lungo lavoro preparatorio e di coinvolgimento dei soggetti istituzionali e non ha condotto all’accettazione di una visione comune che può sintetizzarsi nei seguenti principi:

1. Riconoscimento della centralità, unicità e globalità di ogni singolo bambino
2. Necessità di un approccio multidimensionale e di un percorso formativo integrato
3. Individualizzazione del percorso formativo
4. Priorità della scelta educativa della famiglia
5. Valorizzazione del Territorio

In sintesi il Progetto di Scuola Integrata si pone i seguenti obiettivi:

1) Promuovere la continuità educativa tra le diverse esperienze formative e le molteplici agenzie che concorrono allo sviluppo culturale e sociale dei minori: ente locale, scuola, famiglia, associazioni, utilizzando gli strumenti giuridici previsti dall’autonomia;
2) Promuovere il benessere e la qualità della vita dei minori, accrescendo le opportunità per tutti e soprattutto per i più deboli;
3) Accrescere le conoscenze e le competenze dei soggetti coinvolti nel processo educativo dei minori (genitori, insegnanti, operatori/educatori), coinvolgendoli in un unico patto educativo territoriale;
4) Introdurre innovazioni organizzative e didattiche della Scuola caratterizzate da flessibilità e aderenza ai bisogni reali dei bambini;
5) Realizzare al massimo grado percorsi formativi individualizzati;
6) Sostenere la genitorialità con una serie di servizi di supporto ;
7) Realizzare un servizio sburocratizzato, vicino e veloce.

La gestione del Patto educativo . Nuovi organi collegiali territoriali.

L’elaborazione del Piano Educativo Territoriale non può essere affidato ad una singola istituzione, bensì richiede un tavolo dove si pratichi un partenariato di alleanza e di azione. Il tavolo “territoriale” assume un enorme valore in quanto raccoglie il pluralismo delle visioni e delle competenze mediandole e indirizzandole allo stesso obiettivo. Questo tavolo, costituito dal Gruppo Interistituzionale, è esterno alle istituzioni per non subirne le limitazioni, ma strettamente connesso ad esse perchè ospita i rappresentanti legali e quindi decisionali delle stesse.
Per l’Accordo di programma tra Direzione Didattica di Campoformido, Comune di Pozzuolo del Friuli e le Associazioni, deliberato all’unanimità dal Consiglio Comunale, sono operativi:

Un Gruppo Interistituzionale con il compito della gestione del Patto educativo tra scuola e territorio. Si occupa della definizione del piano delle attività, della programmazione, integrazione o modifica delle stesse, del monitoraggio e della valutazione delle diverse azioni e dell’intero Progetto. Il Gruppo Interistituzionale si avvale, per la definizione del piano finanziario e per la gestione contabile e amministrativa, dell’Ufficio del Servizio Scolastico del Comune di Pozzuolo del Friuli ; cura il raccordo e la collaborazione tra le componenti coinvolte nel Progetto. Esprime al suo interno un gruppo di lavoro ristretto per l’esecutività delle deliberazioni.In via ordinaria il Gruppo si riunisce a scadenza mensile.
La Commissione, costituita dai rappresentanti di tutte le componenti coinvolte attivamente nel Progetto. Vi partecipano tutti gli operatori delle attività integrative e dei laboratori. Ha lo scopo della attuazione , verifica e valutazione delle attività, di raccordo tra le stesse e di valutazione complessiva del Progetto al fine di elaborare proposte di modifica tese al miglioramento dello stesso.
Il Coordinatore del Progetto che ha la responsabilità del cordinamento complessivo del Progetto, del raccordo e integrazione dello stesso nel Piano dell’Offerta Formativa della Scuola. Ha la rappresentanza del Progetto in tutte le sedi. Agisce in piena autonomia organizzativa .

 
 
 
 
www.aghedipoc.it - e-mail: info@aghedipoc.it - Via Petri - 33050 Pozzuolo del Friuli - Udine